E' strano, come tutto alla fine si cancelli così velocemente.
Cercavo nel mio pc del materiale, magari degli scorsi mesi, qualcosa che avessi scritto a proposito della mia sofferenza, per postarlo e magari ri-commentarlo alla nuova luce.
Ed invece, ho scoperto che nella prospettiva del dolore non ho scritto assolutamente nulla.
Stavo male, e basta. Male per una persona che, in fondo, non ho conosciuto davvero. Male perchè mi è stata rifiutata anche la possibilità per avere gli strumenti e conoscerlo meglio.
La mente e l'idea che mi ero creata hanno fatto il resto...
Non ho l'ho cercato dopo che non mi ha voluta più con sè. O meglio, l'ho fatto solo una volta, ottenendo conferme che avrei dovuto saper leggere.
E' strano, come tutto alla fine diventi una questione di strumenti, e come a volte ci impuntiamo su noi stessi, fieri di non saper utilizzare questi strumenti, paurosi di un'addizione a mani nude. Orgogliosi della nostra cecità perchè convinti che l'importante sia altrove e non nella matematica deduzione di un mancato interesse nei nostri confronti.
Si volta pagina, ed il più delle volte grazie al tempo, e non ai famigerati strumenti che eppure lo suggerivano già.
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