Sono le otto di sera, scendo dall'autobus con lo zaino della palestra sulle spalle.
La mia fermata è subito dopo il ponte, vicina al lungofiume.
L'aria è dolce, certo ancora un po' frizzante, e decido di fare un giro. Qui c'è ancora luce per via della latitudine, e mi godrò il primo tramonto di primavera dell'anno.
Tardivo....ma pur sempre un tramonto da lasciarti a bocca aperta.
Il cielo ha nubi sfilacciate che oscillano tra il grigio ed il rosa, e l'impiantito ha tutt'altro colore stasera; mi appoggio al muretto, e guardo giù verso la corrente.
C'è un battello ancorato, con la scritta London Tours un po' scolorita nel blu della vernice, una papera nuota a fatica controcorrente, è strano che sia lì dove il fiume si fa grande e inconfortevole.
Di fronte la House of Parliament, con le luci appena accese nella luce del giorno che va via. Il Big Ben suona morbidamente le otto e un quarto, mentre cammino sotto un albero dai fiori bianchi. Strappo un paio di fiori da un ramo, e li appunto all'asola del mio cappotto, mentre l'aria mi punge ancora un po' il naso.
E' un momento bellissimo, col sottofondo costante del fiume che scorre e quello veloce di una bicicletta che passa.
Non penso a nessuno, non voglio che nessuno sia qui per condividerlo con me. Ed è una gran conquista.
Mi ritrovo a pensare alla frase di quella canzone....
"Sono passati quei momenti, quando uno sguardo provocava turbamenti..."
E mi volto, sulla via di casa, mentre le campate del ponte diventano ancora più belle per la luce soffusa.
lunedì 21 aprile 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
2 commenti:
...in fondo forse la tua vita non è poi così male.
ah Sally Sally! "...quando la vita era più facile, e si potevano mangiare anche le fragole!"
Poche città come Londra, poche cose belle come essere liberi, niente come avere vent'anni (nonostante tutto, anche se ancora per poco)...
Posta un commento