Sulla strada verso casa, in autobus, distrutta da una giornata di lavoro.
Ovvio che amo il secondo piano, e mi godo Piccadilly Circus, da qualche settimana ormai senza il mitico Burger King, storico punto di incontro del sabato sera per tutti noi italiani in trasferta.
C'è un clima ragionevolmente mite, e mentre la testa comincia a ciondolarmi al ritmo delle sospensioni del bus, un campanello mi suona dentro, ricordandomi di quando vedevo le persone addormentarsi nel bus di pomeriggio, e di come mi sembrassero immensamente stanche e sfatte.
Apro gli occhi di scatto, mentre la mia mente mette a fuoco la faccia amichevole del cliente italiano che abbiamo ospite in hotel. Si è fermato a parlare con me per quasi mezz'ora, oggi pomeriggio. E' qui per accompagnare una delegazione russa in visita a Londra, organizza viaggi per gente facoltosa. Vero o no quel che dice, mi colpisce parlandomi di quanto possa essere interessante la mia situazione, lì, al desk, con tanta gente che mi passa di fronte e tanti rapporti umani da intessere.
Dice che nei miei occhi vede la curiosità di chi è interessato al prossimo, e che come una spugna sto assorbendo conoscenze, che presto è sicuro arriverà il momento in cui sarò pronta a rivendermi tutto quello che ho appreso fino ad ora.
Mi chiedo se legga anche la mia inquietudine nei miei occhi, oltre che alla mia curiosità.
Mi dice che devo focalizzarmi su me stessa, proiettare tutti i miei gesti in una prospettiva più ampia, immaginare le conseguenze e crederci. Non solo sperarci, ma crederci.
Che per le persone proattive le belle occasioni si palesano sempre, basta avere i cinque sensi pronti, sintonizzati, in una parola, basta essere svegli........
Essere svegli.........Persa in questi pensieri, la testa appoggiata al finestrino, la rosa che mi scivola tra le mani, faccio appena in tempo ad accorgermi che la mia fermata è arrivata, e che i miei occhi erano di nuovo chiusi.
mercoledì 23 aprile 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento